Cerca
  • Luisa Di Giacomo

Perché dovrebbe importarci della Privacy (e anche molto)

Aggiornato il: gen 16

Ha un senso al tempo di internet, dei social e del Grande Fratello globale parlare ancora di Privacy?

Quando incontro qualcuno che non conosco e mi chiede che lavoro faccio, io rispondo, vaga: l'avvocato.

Poi però spesso mi tocca specificare, e quando dico che mi occupo di Privacy e di Protezione dei dati personali, la reazione è quasi sempre l'espressione contenta di chi va a farsi cavare un dente.

Qualcuno mi fa qualche domanda supplementare, pro forma, così, per fare finta di essere interessato ad approfondire e poi tutti, immancabili come le zanzare ad agosto, mi dicono questa frase:


"A me della Privacy non interessa niente perché tanto io non ho niente da nascondere".


Ora. A parte il fatto che non è vero, perché tutti abbiamo almeno UNA cosa da nascondere, ma poi che frase è? E' come dire, non so, a me della libertà di stampa non importa niente, perché tanto non leggo i quotidiani.


E invece no, la Privacy è talmente importante da essere stata inserita nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.


Però la domanda rimane: ha un senso parlarne ancora oggi, quando siamo noi che, più o meno inconsapevolmente, diamo in pasto alla rete tutti i nostri dati e tutti i dettagli della nostra vita privata fin nei minimi dettagli e per di più sosteniamo che non ce ne importa niente?


Io credo che la risposta sia un grande e sonoro SI', eccome se ha un senso, ed anzi oggi più che mai lo ha, o almeno dovrebbe averlo.


Ma che cos'è quindi la Privacy, che cosa intendiamo quando parliamo di Privacy?


Si intende per Privacy il "diritto alla riservatezza" delle nostre informazioni personali e della nostra vita privata. E' il principio che viene utilizzato per tutelare la sfera intima del singolo, attraverso il quale il singolo può decidere se rendere pubbliche o meno una serie di informazioni che lo riguardano e attraverso il quale ci si può difendere da una divulgazione non autorizzata di queste informazioni.


La Privacy nasce negli Stati Uniti d'America verso la fine dell' 800, intesa come "diritto ad essere lasciati in pace", right to be let alone.

In Europa la Privacy arriva un po' più tardi, ma assume subito un connotato diverso, meno legato alla proprietà ed alla sfera economica e più connaturato alla sfera personale, in particolare con riferimento alla profilazione (si pensi ad esempio alle operazioni di profilazione massiccia effettuate dai Governi delle dittature del '900 ed alle tremende implicazioni in termini di diritti umani che esse portavano con sé).


Fin da subito il diritto alla Privacy si è scontrato con altri diritti garantiti, ad esempio in America il diritto alla sicurezza nazionale, oppure il diritto di cronaca, e da sempre è delicatissimo e quanto mai difficile effettuare un bilanciamento accurato tra diritti contrapposti ed ugualmente tutelati.


Ed è proprio così che capiamo l'importanza del diritto alla riservatezza e possiamo rispondere alla domanda di apertura di questa breve riflessione. Non si tratta di avere o non avere qualcosa da nascondere, si tratta di tutelare e proteggere un diritto umano fondamentale. Ed allora per capire quanto ci dovrebbe importare della nostra Privacy, proviamo a rispondere con sincerità a questa domanda: fino a che punto noi tutti siamo disposti a rinunciare alla nostra libertà personale in nome di qualcosa di più grande, di un interesse superiore, del bene superiore?


Comprendiamo fino in fondo questo interrogativo pensando alla nostra storia recente.


Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti il diritto alla Privacy ha subito una compressione mai vista in precedenza, in nome della sicurezza nazionale ed al fine di scongiurare il ripetersi di simili carneficine. Nell'emergenza la popolazione americana ha acconsentito a subire controlli pesantissimi ed invasioni massicce della propria riservatezza, perché riteneva il terrorismo una minaccia peggiore. Ma oggi, dopo vent'anni, sarebbero ancora disposti a un simile compromesso?


E ancora, pensiamo all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo oggi: fino a che punto siamo disposti a rinunciare alle nostre libertà in nome di un (apparentemente) superiore diritto alla salute?


Solo rispondendo a questa domanda, capiremo l'importanza della nostra riservatezza, di tutelare una sfera intima e privata in cui nessuno, nemmeno lo Stato, per nessuna ragione, nemmeno le più pure ed elevate, dovrebbe mai avere il diritto di entrare senza il nostro consapevole consenso.


Avv. Luisa Di Giacomo


Qui trovi il link al mio canale Youtube ed al video che ho dedicato a questo tema:



+39 011 562 3588

Corso Matteotti, 44

10121 Torino

©2018 by Avv. Luisa Di Giacomo

Data Protection Officer 

P. IVA 09747230010