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  • Luisa Di Giacomo

Perché dovremmo scaricare Immuni? Privacy e Protezione dei dati dell'app del momento

Aggiornato il: 22 dic 2020

Avete scaricato Immuni?


No, non Santi Numi, anche se di questi tempi Santi Numi proprio.

Ovviamente sto parlando di Immuni, l'App resa disponibile dal Governo per tracciare e cercare di contenere l'esposizione ed il contagio da Covid-19.


Io l'ho scaricata dal mese di giugno, cioè da quando è stata rilasciata, e questo fa di me a tutti gli effetti una early adopter, cosa che mi rende piuttosto fiera. :)


L'ho scaricata perché volevo capire come funzionava, ma soprattutto perché ho letto tantissime polemiche legate al suo utilizzo, in particolare in relazione alla tutela della PRIVACY.

Ho letto anche tantissime sciocchezze, a dirla tutta, dunque per farmi una mia idea ho voluto fare un'esperienza di prima mano.


I dubbi più insistenti che ho sentito riguardavano il timore di essere "controllati", tracciati dallo Stato, da "loro" (chi saranno poi questi loro, ancora non ho capito) e dai poteri forti, che non si sa bene di chi siano, ma ci stanno sempre bene. A questi timorosi farà dunque piacere sapere che il Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante della Privacy per i più) ha dato parere favorevole: imprimatur!


L'app Immuni non accede ai contatti sul nostro smartphone, non legge le nostre email, non guarda le nostre foto e non conosce i nostri amici. Non accede nemmeno alla nostra posizione, perché non ci geolocalizza, quindi non sa dove siamo né con chi. Un bel sollievo per chi ha qualche scheletro nell'armadio da nascondere...


Immuni utilizza la tecnologia bluetooth e funziona più o meno così: ad ogni telefonino che ha scaricato l'app vengono assegnati degli ID temporanei, criptati ed anonimizzati, che variano di continuo. Quando due telefonini entrano in contatto, si scambiano questi ID, in modo che si conoscano i contatti avvenuti tra gli ID assegnati casualmente.


Quando qualcuno risulta positivo al tampone Covid-19, dovrebbe comunicare alla propria ASL di competenza di avere Immuni sul proprio telefono e dovrebbe (il condizionale è sempre d'obbligo, non dimentichiamoci che siamo in Italia e che le infrastrutture tecniche ed amministrative sono quelle che sono) essere dotato di un codice anonimo di autorizzazione.

Questo codice di autorizzazione viene caricato su un server ministeriale, che comunica con tutti i codici ID degli italiani di buona volontà che hanno scaricato la app (pochini in verità, anche se in aumento negli ultimi mesi, soprattutto con la riapertura delle scuole).

Comunicando con tutti gli ID via bluetooth, riesce a riconoscere gli ID entrati in contatto con il soggetto risultato positivo.


A questo punto, sui cellulari di tutti gli ID che il sistema ha riconosciuto come contatti dell'untore di turno, comparirà un alert: il giorno tale all'ora tal'altra sei entrato in contatto con qualcuno che è risultato positivo al Covid.


Uomo avvisato, mezzo salvato, diceva mia nonna, per cui starà infine ai singoli attivare le procedure per eseguire a loro volta i tamponi (che ancora non sono proprio del tutto chiare e che variano da una ASL all'altra, ed addirittura da un ospedale all'altro, ma tant'è).


Immuni si scarica in maniera volontaria e può funzionare solo sulla base di due presupposti: il primo è che abbia più download possibili, il secondo è che un soggetto eventualmente trovato positivo si debba attivare per trasmettere i codici e per allertare i suoi contatti (anche quelli senza l'app). Per come la vedo io, tutta questa fiducia nel senso civico generale è un tantino ottimistica, ma visto il periodo forse abbiamo bisogno di una bella iniezione di positività (di quella buona, però).


Dunque che dire infine su Immuni? Considerato che non presenta rischi per la nostra privacy e riservatezza ed in attesa che arrivi il vaccino a liberarci tutti e regalarci di nuovo un po' di normalità, io credo che sia da scaricare.

Male non può fare e alla fine hai visto mai che ci aiuti a uscire un po' prima da questo pasticciaccio brutto in cui ci troviamo.


Avv. Luisa Di Giacomo


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