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  • Luisa Di Giacomo

DAD: Istruzioni per l'uso

Alla ripresa dell'anno scolastico a settembre di quest'anno, ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Capannelli di genitori impegnati in danze di gruppo, nonni euforici in preda ad ubriachezza molesta alle otto del mattino. E tutto questo andrà sì perduto come lacrime della pioggia, perché l'incubo della DAD, orrendo acronimo che sta per didattica a distanza, pare che tornerà a pendere sulle nostre teste come una spada di Damocle, e quindi è tempo, per fortuna non di morire, ma di trasformarci di nuovo tutti in maestrine dalla penna rossa in versione 2.0.


Non avevamo neanche fatto in tempo a festeggiare il ritorno dei nostri figli a scuola, accolto come una liberazione sia per noi sia per loro, che già dobbiamo sederci tutti di nuovo davanti ad uno schermo, e se anche voi, come me, avevate disinstallato Zoom, Classroom, Meets e tutte le applicazioni per fare lezioni e riunioni a distanza, forse anche voi, come me, siete stati un tantino troppo ottimisti: installate di nuovo tutto, è meglio!


Ma come deve essere organizzata questa didattica a distanza dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati personali?


A febbraio e marzo siamo stati tutti colti un po' alla sprovvista, impreparati, era la prima volta che capitava una situazione del genere, e ci è andata ancora bene che sia successo oggi e non anche solo dieci anni fa. Sarebbe stato impensabile, allora, mandare milioni di studenti a scuola...lasciandoli a casa, ma nel 2020, per fortuna, abbiamo i mezzi necessari per poter gestire questa emergenza in modo non troppo disagevole. E stavolta non abbiamo nemmeno più scuse.


Abbiamo avuto mesi per prepararci di nuovo alla DAD e quindi siamo (o dovremmo essere) in grado di erogare una didattica a distanza a prova di Garante della Privacy.


La parola chiave per effettuare la DAD in maniera corretta è consapevolezza. Quella del Titolare, naturalmente, che nell'ambito della sua accountability, ovvero della discrezionalità di cui gode nella gestione dei dati personali degli interessati, deve effettuare i trattamenti secondo i principi indicati da Regolamento Europeo, di liceità, correttezza e trasparenza.

E il primo ambito in cui questa consapevolezza si dispiega è la scelta della piattaforma. Non ci sarà alcun vincolo per il Titolare, cioè per la scuola, sul "luogo virtuale" con cui effettuare le lezioni a distanza, ma la scelta dovrà essere adeguatamente motivata. La consapevolezza si acquisisce attraverso la formazione e la sensibilizzazione, di studenti, professori e dirigenti scolastici, in merito all'importanza dell'educazione digitale, fin qui troppo spesso sottovalutata.


Altri aspetti su cui il Garante si è soffermato sono le procedure da adottarsi all'interno dell'istituto scolastico per l'assegnazione delle credenziali di accesso, delle password, di creazione dei profili di autorizzazione differenziati a seconda del rango con cui si accede; ed il consenso da richiedere a studenti e professori per il trattamento dei loro dati nell'ambito delle lezioni. Su questo punto, l'orientamento è chiaro nel senso della non obbligatorietà della richiesta di consenso, in quanto le lezioni online costituiscono, pur nella loro particolarità, le finalità istituzionali di ogni scuola o ente di formazione e dunque il trattamento dei dati degli studenti è lecito e si basa non sul consenso, ma sul "contratto formativo" stipulato tra la scuola e gli studenti.


Infine, devono trovare applicazione i principi di limitazione e minimizzazione del trattamento dei dati, ovvero i dati devono essere trattati solo per le finalità formative di cui al contratto e devono essere trattati solo i dati strettamente necessari per l'erogazione del servizio delle lezioni online. Si tratta di principi generali contenuti nel Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali che, applicati alla DAD, rendono questo strumento che di certo non ci fa piacere usare, un po' più semplice da gestire.


L'auspicio è che da questo momento di grande crisi, che ci pone davanti sfide mai affrontate prima, possiamo uscire più consapevoli e più forti, lasciando indietro i momenti negativi e portando invece avanti le innovazioni che siamo stati costretti ad adottare, ma che ci proietteranno verso una sana digitalizzazione del Paese.


Avv. Luisa Di Giacomo


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